Motivazioni e proposte

Come noto gli Ordini ed i Collegi sono persone giuridiche di diritto pubblico (in base ai singoli ordinamenti) ed enti pubblici non economici (art. 1, comma 2, Dlgs 165/01). I loro quindi sono atti amministrativi a tutti gli effetti.

Si ricorda inoltre, che gli Ordini e i Collegi dell’area tecnica sono sottoposti alla vigilanza del Ministero della Giustizia. (e più in generale delle 28 professioni intellettuali, 21 sono sottoposte alla vigilanza del Ministero della Giustizia, 6 alla vigilanza del Ministero della Salute e 1 a quello del lavoro) e al controllo della Corte dei Conti.

Gli Ordini e i Collegi svolgono compiti importanti, quali la tenuta degli albi, la funzione disciplinare, la formazione, la vigilanza sulla condotta degli iscritti nell’interesse dei professionisti e di quella statuale in generale, quindi nell’interesse della collettività e del committente. Tra le loro funzioni è compresa quella d’esprimere pareri di congruità sulla liquidazione degli onorari, compito che tutela l’interesse degli iscritti, la dignità della professione, nonché i diritti degli stessi clienti, perché è volta ad impedire richieste di onorari sproporzionati e in ogni caso inadeguati all’obiettiva importanza dell’opera professionale.

Ne deriva che Ordini e Collegi svolgono una funzione fondamentale nella regolamentazione del lavoro professionale che in Sardegna interessa circa 15 mila Iscritti.

In tutto il mondo avanzato, nelle aziende di ogni genere e grado, negli ultimi anni si rileva una forte tendenza a dotarsi di codici etici e a fare investimenti in settori che rispettano principi etici riconosciuti dalla maggioranza dei Paesi; ebbene i professionisti italiani operano nel rispetto di precisi codici deontologici e, quindi, sotto quest’aspetto sono stati degli antesignani nel dotarsi delle regole che dovrebbero guidare ogni attività. E’ diffuso, tuttavia, il luogo comune che Ordini e Collegi siano strutture ormai anacronistiche che non risponderebbero più alle esigenze di una società moderna. Ciò non crediamo risponda al vero, riteniamo risponda invece al vero che spesso sia ha una percezione distorta della loro funzione, che è interpretata come volta alla tutela di interessi corporativi e di difesa di privilegi non più sostenibili.

La vera funzione di Ordini e Collegi, invece, è la tutela dell’interesse generale e del committente ed è quindi distorta la visione di coloro i quali confondono la loro funzione con quella delle Organizzazioni Sindacali o delle organizzazioni di categoria di industriali, commercianti e artigiani. Questo è quello che la legge prevede e questo è lo spirito che ci guida.

Non sappiamo se tra le professioni esistano privilegi ormai insostenibili, se ci sono ciò non riguarda certamente le professioni dell’area tecnica i cui iscritti si confrontano nel libero mercato, nel senso che un geologo, un geometra, un architetto, o un qualsiasi altro professionista del settore, dopo aver superato l’esame di stato ed essersi iscritto all’Ordine o Collegio di competenza non ha alcun privilegio se non quello di svolgere il lavoro per il quale è stato preparato. Non esiste, infatti, un numero chiuso per i professionisti dell’area tecnica del distretto di Cagliari o della Sardegna: tutti possono infatti lavorare nell’intero territorio nazionale.

Esistono per legge i tariffari, che derivano dalla necessità di assicurare ad ogni prestazione i dovuti approfondimenti professionali e una qualità adeguata alle esigenze dell’utente e della collettività.

Riteniamo che il ruolo delle professioni non possa essere limitato alla semplice funzione burocratica di gestione della categoria, ma debba essere loro riconosciuto, anche in Sardegna, il coinvolgimento attraverso la richiesta di un parere consultivo nelle fasi di predisposizione di leggi e normative nei settori di competenza, e nel successivo monitoraggio.

I professionisti della Sardegna, così come avviene nelle altre regioni e province a statuto speciale dell’Italia, e in molte di quelle a statuto ordinario, chiedono l’apertura di un tavolo permanente di consultazione al fine di confrontarsi con l’Ente Regione sulle problematiche del settore. Sarebbe, infatti, auspicabile aprire un dialogo sugli aspetti fondamentali della difesa del territorio, delle infrastrutture, dell’urbanistica, dell’agricoltura e dell’ambiente sugli aspetti specifici degli interventi legislativi ed esecutivi.

Nelle altre Regioni o Province a statuto speciale,e in molte di quelle a statuto ordinario, sono stati istituzionalizzati i tavoli d’incontro con le professioni dell’area tecnica nei quali si affrontano i problemi relativi sia alla fase preparatoria dell’iter legislativo, sia alla fase applicativa di leggi e decreti. Per prassi, inoltre, sono discussi con gli Ordini ed i Collegi, gli aspetti riguardanti i bandi delle opere pubbliche e le tariffe professionali, in maniera da evitare sprechi, o eccessi di ribasso che, normalmente, non consentono i necessari approfondimenti tecnici, e sono alla base di un insufficiente supporto tecnico a studi e progetti.

In merito ai bandi per incarichi professionali cogliamo l’occasione per ricordare alle Pubbliche Amministrazioni il riconoscimento e rispetto delle competenze previste dai singoli ordinamenti e quindi l’obbligo di estendere la possibilità di partecipare a più categorie professionali; inoltre è necessario favorire, ove possibile, la partecipazione alle gare di equipes di tecnici di diversa estrazione professionale, in modo da ottenere la più ampia conoscenza nella risoluzione di problemi complessi quali, ad esempio, quelli che si pongono negli interventi di salvaguardia e valorizzazione ambientale.

Riteniamo che in Sardegna vi sia un livello di professionalità adeguato a garantire un buon livello di progettazione e direzione dei lavori, e che quindi non sia necessario imporre, nei criteri selettivi dei bandi, il possesso di requisiti di fatturato professionale talmente alti da impedire, di fatto, ai nostri colleghi sardi di poter partecipare alle selezioni.

Per gli incarichi consultivi, e per la costituzione di comitati tecnici di qualsiasi ordine e grado, inoltre, è prassi consolidata la richiesta agli Ordini ed i Collegi, di terne di professionisti con sufficiente esperienza nei diversi settori, ciò a garanzia della preparazione specifica dei componenti tali indispensabili organismi; anche questa prassi è disattesa dall’ente regione.

Molte regioni italiane intervengono con finanziamenti sulla formazione e aggiornamento professionale degli iscritti agli Ordini ed ai Collegi e; a questi ultimi, di frequente, sono riservate cospicue risorse per i progetti d’innovazione tecnologica riguardanti i settori di competenza. Ciò consente alle categorie interessate di sviluppare un ruolo propositivo di notevole importanza, che favorisce un rapporto corretto e costruttivo tra professioni ed Enti Pubblici e la promulgazioni di una legislazione migliore e più aderente alla realtà. Anche in questo campo la Regione Sardegna non ritiene di dover intervenire.

Nell’isola si legifera in materia di opere pubbliche, pianificazione, paesaggio, agricoltura, risorse idriche, interventi sulla sicurezza senza neppure sentire l’esigenza di un confronto con i rappresentanti dei professionisti.

In conclusione le professioni dell’area tecnica rilevano una pressoché totale mancanza di confronto tra i tecnici e gli enti pubblici, la Giunta Regionale e il Consiglio Regionale della Sardegna, con la conseguenza che spesso i provvedimenti legislativi non rispondono come dovrebbero alle reali esigenze del territorio. Ne sono un esempio le attuali disposizioni in materia di pianificazione territoriale che, come noto, stanno creando non pochi problemi applicativi agli amministratori locali e ai professionisti. Come ovvio, se nella fase di preparazione fosse stato attivato un tavolo di consultazione con le professioni (quindi con esperti del settore e profondi conoscitori del territorio d’intervento) riteniamo che molte delle norme responsabili dell’inceppamento dei meccanismi applicativi si sarebbero potute evitare.

Pertanto le professioni chiedono che:

  • la Giunta Regionale istituisca un tavolo tecnico di consultazione tra Ordini e Collegi delle Professioni Intellettuali dell’Area tecnica per confrontarsi sulle problematiche del settore;
  • il Consiglio Regionale della Sardegna preveda la costituzione di una commissione tecnica di consultazione tra le professioni e le Commissioni Competenti quando devono esaminare provvedimenti legislativi che interessano il settore;
  • che si prevedano interventi a favore della formazione e dell’aggiornamento dei professionisti;

 

Ciò al fine di favorire la crescita professionale nelle categorie e di confrontarsi nelle fasi di preparazione e applicazione della nuove normative riguardanti i settori di competenza, e di favorirne l’esatta rispondenza alla realtà e l’effettivo funzionamento.

A queste richieste, inoltrate in più occasioni, la Regione ha risposto con un incomprensibile silenzio, tuttavia l’atteggiamento con il quale la Consulta intende rivolgersi alle istituzioni regionali non vuole essere di semplice critica o di contestazione, è invece teso a sviluppare un ruolo propositivo e di dialogo in maniera che le esperienze delle molte migliaia di professionisti che rappresenta possano essere messe a disposizione delle istituzioni e degli amministratori.

In conclusione si prendono ad esempio alcune iniziative già realizzate in altre Regioni e che costituiscono esempi concreti di quanto la Consulta propone.

 

REGIONA AUTONOMA VALLE D’AOSTA
Delibera 2068 del 21-6-99 criteri per il computo dei corrispettivi ai professionisti incaricati o delle singole fasi di progettazione. Promulgata dopo la consultazione con ordini e Collegi dell’area tecnica.

Delibera 4477 del 6-12-99 criteri per il computo dei corrispettivi ai professionisti (geologi, dottori Agronomi e Forestali, geometri e periti industriali). Promulgata dopo la consultazione con ordini e Collegi dell’area tecnica.

Delibera della Giunta Regionale 3287 del 4-11-2006 “Procedure e criteri per l’affidamento dei servizi attinenti all’ingegneria ed all’Architettura di importo inferiore alla soglia comunitaria” Promulgata dopo la consultazione con ordini e Collegi dell’area tecnica.

Si stabiliscono i criteri di valutazione delle offerte

Si valuta la congruità in relazione al prezzo sia la somma dei punti relativi agli altri elementi di valutazione e per i ribassi eccessivi si richiedono gli elementi giustificativi.

Si tracciano inoltre le linee guida per la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara-

In tal modo si evitano i ribassi in eccesso che sono di norma alla base di prestazioni professionali non soddisfacenti o per carenza nelle indagini e prove (si tende a risparmiare diminuendo qualità e numero e quindi aumentando i rischi) o per carenze tecniche.

 

PROVINCIA DI TRENTO, IL CONSORZIO DEI COMUNI TRENTINI E GLI ORDINI PROFESSIONALI DI ARCHITETTI, INGEGNERI, DOTTORI AGRONOMI E FORESTALI, GEOLOGI E COLLEGI DEI GEOMETRI, PERITI INDUTRIALI E PERITI AGRARI.
PROTOCOLLO D’INTESA con il quale si concorda la stesura degli schemi di convenzione inerenti gli incarichi di progettazione e direzione lavori, per i cui onorari è stato predisposto un quadro comparativo e per gli studi geologici si fa riferimento al tariffario ed al principio di congruità.

 

REGIONE SICILIA
CON DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE IL 1 GIUGNO 2004
È stato istituito il comitato il comitato delle professioni tecniche

 

           Tutte queste iniziative, è unanimemente riconosciuto, hanno contribuito alla promulgazione di buone leggi. Il confronto continuo, inoltre, ha consentito si correggessero per tempo le storture nell’applicazione di leggi, regolamenti, direttive.