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21.11.2013 18:07 Età: 5 Jahre
Categoria: Comunicazioni del Presidente, Comunicazioni ORGS, Geologi Sardegna, Orgs

Emergenza Alluvione - Comunicato n°2

I geologi sardi a servizio della popolazione e delle istituzioni


 

Il 18 e 19 novembre la Sardegna è stata interessata dagli effetti catastrofici del Ciclone Cleopatra il quale ha purtroppo chiesto l'ennesimo pesantissimo dazio a tributo: 17 vittime, 2700 sfollati, danni ingenti alle popolazioni, al territorio e alle attività produttive.

Davide Boneddu, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Sardegna intervenendo sul tema ha dichiarato: “Il primo pensiero, a nome del Consiglio dell’Ordine e di tutti i geologi sardi, lo rivolgo alle vittime di questa immensa tragedia. Partecipiamo sentitamente al profondo dolore delle famiglie ed a loro rivolgiamo il nostro più profondo e sentito cordoglio.

Per i tanti sfollati, oltre alla solidarietà l’Ordine dei Geologi ha attivato delle iniziative in supporto delle istituzioni e delle associazioni operanti sul campo, questo  al fine di dare per quanto nelle nostre possibilità,  sollievo e sostegno.

Alle istituzioni impegnate nell’emergenza, oltre al doveroso ringraziamento per l’encomiabile e professionale  lavoro che stanno svolgendo in questi giorni, talvolta pagandone un carissimo prezzo, abbiamo rimesso a loro disposizione la nostra più fattiva e costruttiva collaborazione.”

Prosegue Boneddu “gli eventi calamitosi che si sono verificati in Sardegna nei giorni scorsi, hanno evidenziato come sia la pianificazione che la gestione del territorio debbano tenere conto dell’interazione con i cambiamenti climatici e la frequenza di accadimento. Un modello, quello utilizzato fino ad oggi, che stà andando sempre più in  crisi, sia se applicato ai comuni caratterizzati da una forte espansione urbanistica, quella avvenuta soprattutto dopo gli anni 70 e 80,  sia se applicato ai piccoli paesi e borghi che hanno visto un minore consumo di territorio nel tempo. Mi preme ricordare che i  geologi hanno da tempo chiesto, e oggi lo pretendono,  che gli eventi calamitosi derivanti dal dissesto idrogeologico vengano limitati e arginati da scrupolose politiche di difesa del suolo, consistenti, ad esempio, in efficaci piani di monitoraggio e prevenzione, mirati ed efficienti studi sul rischio idrogeologico, aggiornati dati sull’evoluzione e uso del territorio.”

Conclude Boneddu “Ora  la politica si attivi in tutte le sedi istituzionali, senza se e senza ma,  per sospendere quanto prima il vincolo del patto di stabilità, sia per quanto riguarda gli interventi di messa in sicurezza che di ricostruzione.”

Antonello Frau, vice Presidente dell’Ordine dei Geologi della Sardegna intervenendo sul tema ha detto: I tragici eventi che stiamo vivendo, obbligheranno tutti a confrontarsi per una più consapevole manutenzione e gestione del territorio sulla scorta di quelle che sono le sue sensibilità e vulnerabilità; solo in questo modo metteremo in sicurezza le nostre popolazioni dal rischio di ripetersi di nuove tragedie. Lo abbiamo ripetuto innumerevoli volte: i fenomeni di dissesto sono la naturale conseguenza, o vengono intensificati, dalla mancata manutenzione dei corsi d'acqua e delle reti di smaltimento delle acque piovane lungo le strade; dall’assenza di monitoraggio dello stato delle opere di difesa del suolo già realizzate e in generale dal mancato presidio e verifica delle condizioni di stabilità dei versanti e di ispezione dei canali tombati all'interno dell'edificato. È fondamentale prendere coscienza della reale situazione dei luoghi, valutare la compatibilità dell’edificato con la pericolosità idrogeologica e potenziare le attività di protezione civile, calando queste ultime in maniera efficace e pratica sul territorio al fine di tutelare e difendere al meglio l'incolumità delle persone. La difesa delle vite umane è prioritaria a prescindere dai contesti in cui queste si trovano e rispetto a qualsiasi sistema vincolistico o di infrastrutturazione presente in maniera più o meno adeguata sul territorio”

Gianluca Melosu Consigliere dell’Ordine e responsabile delle attività dell’Ordine con la Protezione Civile ha evidenziato che già dalle prime ore dell’emergenza sono stati allertati 45 i geologi volontari a servizio della Protezione Civile Regionale e degli Enti locali, “I colleghi avranno il compito di supportare le istituzioni nelle attività di valutazione delle cause e degli effetti dell’evento calamitoso, oltre a rendicontare sui danni subiti dal territorio e dagli insediamenti antropici, questo anche al fine di meglio programmare i successivi interventi di messa in sicurezza e ricostruzione.”

Il Presidente Davide Boneddu conclude: Nel nostro recentissimo insediamento, avvenuto nel mese di settembre 2013 così abbiamo comunicato: I geologi sardi sono e saranno un costante riferimento per Società civile, Amministrazioni ed Enti Locali al fine di produrre un fattivo e costruttivo supporto nell’affrontare le tematiche inerenti la prevenzione dei rischi, anche in supporto alla Protezione Civile Regionale, la sicurezza dei cittadini e la tutela dell’ambiente. Da qui ripartiamo, uniti, popolazione e istituzioni per superare questa nuova prova che la storia ci ha chiamato ad affrontare.