Monte Albo - Ricerche speleologiche e studi idrogeologici nel rifugio del Dragone

Autore Francesco Murgia

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Gli studi idrogeologici in ambiente carbonatico sono molto complessi soprattutto a causa della disomogeneità degli acquiferi ospitati; ciò rende estremamente complicata una loro modellizzazione che prescinda da un’attenta ricostruzione dell’evoluzione carsica. Per studiare questa particolare evoluzione geomorfologica, e conseguentemente la distribuzione dei vuoti all’interno dell’acquifero, la loro gerarchizzazione e la loro effettiva interconnessione, è estremamente utile la componente “speleologica”: le esplorazioni degli ambienti sotterranei, e soprattutto di quelli subacquei permettono, infatti, di dare un’interpretazione logica, spesso non scontata, ai dati di monitoraggio raccolti nell’acquifero e a livello dei recapiti.

I dati utilizzati nel presente studio, svolto in oltre 3 anni, sono stati acquisiti effettuando numerosi tracciamenti idrogeochimici nei deflussi idrici, iniettati in diverse porzioni dell’acquifero ed in differenti condizioni idrodinamiche, ed allestendo un monitoraggio puntuale degli afflussi e dei deflussi idrici registrati nel bacino di alimentazione e nella sorgente di Fruncu ‘e Oche, l’esutore principale perenne di tutto l’acquifero. L’analisi idrogeologica, quindi, si è potuta avvalere di oltre 1.200.000 dati di monitoraggio la cui elaborazione ha permesso di identificare le diverse aree di infiltrazione, di determinare differenti direzioni di deflusso sotterraneo, di valutare i parametri del bilancio idrologico e di individuare una riserva geologica stimata in oltre 25 Mm3

In questo lavoro, inoltre, è stato anche possibile avanzare alcune ipotesi gestionali che, se confermate da ulteriori prove mirate, potrebbero permettere, in un futuro prossimo, di risolvere in modo sostenibile e “carbon-free” il problema di un maggior approvvigionamento idropotabile per la costa nord - orientale della Sardegna.