Riceviamo e volentieri pubblichiamo il racconto inviatoci dalla collega Nicolò Consuelo relativo ad un avventuruoso ed atraente viaggio di 12 giorni in bicicletta tra le valli e le montagne del Kirghizistan, un paese dell’Asia centrale vasto e poco conosciuto con una popolazione di circa sette milioni di abitanti ed in cui le estese valli si raccordano ad un sistema montuoso con cime prossime ai 4000 metri.
Il Kirghizistan non ha una rete stradale confortevole e organizzata, tantomeno per chi decide di visitarlo in bicicletta, ma questa difficoltà porta i visitatori a percorsi spesso accidentati, sterrati e difficoltosi ma che consentono di ammirare la natura incontaminata dei luoghi e la semplicità e ospitalità del popolo kirghiso.
Consuelo durante la sua lunga pedalata ci racconta, in un afascinate intreccio descrittivo, la quodidianità del viaggio e la geologia dei luoghi visitati, con numerosi dettagli, aneddoti e report fotografici che siamo certi stimoleranno nei lettori voglia di avventura e libertà.
Vi lasciamo quindi al racconto di Consuelo ed alle sue parole conclusive del racconto che crediamo diano bene sintesi dell’unicità dell’esperienza vissuta:
“Porto con me la consapevolezza di aver sfidato pendenze ostinate, salite plasmate quasi apposta per mettere alla prova la mia determinazione. Eppure ce l’ho fatta. Non solo ho domato la stanchezza, coi muscoli tesi e i polmoni in fiamme, spingendo ogni fibra del corpo oltre il limite, ma ho attraversato ogni scorcio con l’occhio curioso del geologo: osservando le forme, decifrando le rocce, ascoltando quel silenzioso racconto che la Terra bisbiglia. Ogni valle, ogni rilievo, ogni granello di terreno ha segnato il mio viaggio, non solo sotto le ruote, ma dentro di me, stratificandosi come memoria viva. – Nicolò Consuelo”
Consuelo Nicolò è una geologa, appassionata ciclista di montagna, con una visione del mondo forgiata dalla geologia e dalla fatica. Ovunque vada, legge il paesaggio attraverso le lenti della scienza terrestre, ma è in sella alla sua mountain bike che questa lettura si fa narrazione viva: i lunghi viaggi si trasformano in esplorazioni profonde, dove la salita diventa introspezione e la discesa una rivelazione. Per lei, la fatica non rappresenta un ostacolo, ma un prezioso strumento di osservazione, indispensabile per immergersi appieno nella natura che attraversa con uno sguardo lento e contemplativo. Vive in Sardegna, ma ogni anno parte con la sua bici alla ricerca di nuove rocce, nuove valli, nuove storie geologiche da inseguire.
